CONVERSIONE DELLA PENA IN LAVORO DI PUBBLICA UTILITA’

(CASS. PEN., SEZ. IV, sentenza del 4.08.2015 n. 34090)

A cura dell’Avvocato Luca Bonjour

La Suprema Corte di Cassazione, sezione quarta penale, con la sentenza del 4 agosto 2015 n. 34090, ha statuito che: “in tema di guida sotto l’influenza dell’alcool (art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b)), ai fini della sostituzione della pena detentiva o pecuniaria irrogata per il predetto reato con quella del lavoro di pubblica utilità non è richiesto dalla legge che l’imputato debba indicare l’istituzione presso cui intende svolgere l’attività lavorativa e le modalità di esecuzione della misura, essendo sufficiente che egli non esprima la sua opposizione”.

Nell’art. 186 del Codice della Strada, al comma 9-bis, si contempla la possibilità, per il Giudice, di sostituire la pena con quella del lavoro di pubblica utilità, se non vi è opposizione da parte dell’imputato. Non si fa differenza tra pena pecuniaria e detentiva.

Il Giudice può ritenere che vada disposta la sostituzione con la pena del lavoro di pubblica utilità, ma non per questo può provvedere secondo la propria discrezionalità: deve altresì accertare che non vi sia dissenso dell’imputato, acquisire la sua non opposizione. Quest’ultimo deve, semplicemente, non opporsi. La Cassazione precisa che non sussiste alcun obbligo per l’imputato di indicare il dove e il come della misura.